Equilibrio interiore: accogliere la confusione per ritrovarlo

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Come trovare l’equilibrio interiore?

Equilibrio e confusione sono concetti opposti o l’uno dipende dall’altro?

L’equilibrio interiore e il nostro luogo di quiete

Spesso commettiamo l’errore di pensare che confusione ed equilibrio siano due concetti opposti.

La confusione è agli antipodi dell’equilibrio, crediamo, e per raggiungere quest’ultimo dobbiamo in qualche modo combattere la prima. Dobbiamo eliminare, diradare, respingere, superare la confusione per raggiungere l’equilibrio.

Ma in realtà non è proprio così.

La confusione non è la “nemica” dell’equilibrio, ma è bensì la condizione affinché l’equilibrio possa manifestarsi.

Attenzione però, non l’equilibrio di tutte le cose ben bilanciate e che funzionano bene, come vorremmo quando ci troviamo a fantasticare e a desiderare un presente diverso da quello che stiamo vivendo.

No, ti parlo di un equilibrio molto più fondamentale: l’equilibrio interiore.

L’equilibrio interiore si può manifestare davvero e in modo duraturo solo quando le condizioni in cui versiamo sono apparentemente in disequilibrio: sono, appunto, confuse.

È in questi momenti che veniamo chiamati a ricordare quell’equilibrio più profondo, più nostro, più sacro.

È in questi momenti confusi e difficili che veniamo chiamati a riscoprire un luogo di quiete dentro di noi, dove possiamo essere stabili e centrati anche nelle condizioni più avverse. Proprio come nell’occhio del ciclone, nel cuore della tempesta, dove regna una pace assoluta e intoccabile.

La strada verso l’equilibrio profondo

Perché è spesso difficile accedere a quello spazio quantico di possibilità e orizzonti?

Perché quando associ una forte emozione a un evento, è come una ferita: per un po’ di tempo, ogni volta che la toccherai, farà male in egual misura.

Poi piano piano comincerà a guarire almeno esteriormente. Ma dentro di te, a livello profondo, il ricordo di quel dolore resterà per sempre.

Nascono la paura, la diffidenza e la confusione che ci avvolgono come una coltre di nubi.

Ricordo che tutto quello che ti accade, e in qualche modo ti tocca profondamente, lascia in te un’impronta.

Questa impronta è tenuta in vita dalla tua memoria cellulare, che impara cose nuove e apprende come reagire ad esse attraverso l’esperienza. Come una spugna, assorbe; come una creatura dalla cute ultrasensibile, ricorda.

Ha a che fare con un comportamento fisico, con la biologia delle tue cellule.

Magari quando hai sofferto eri solo un bambino e in quel caso l’unico strumento che avevi era la negazione di ciò che stava accadendo perché era troppo grande per essere affrontato.

Non avevi gli strumenti per trovare il tuo centro di equilibrio e quindi ti rivolgevi (giustamente in quel caso) all’esterno, ma spesso purtroppo non trovavi quello che cercavi, ma altra e opprimente confusione.

Anche se ora non sei più un bambino, potresti continuare ad attuare proprio quella dinamica che in fondo ti ha permesso di crescere ed arrivare fino a qui.

In quei momenti in cui la vecchia ferita si riapre dentro di te, lo sai bene, ritorni bambino e l’equilibrio esteriore che avevi faticosamente costruito con attenzione e cautela, crolla. Tutte le volte. Senza eccezione.

Non è il modo di vivere quello, in punta di piedi, sempre attento a non pestare lo strascico del vestito dell’esistenza.

Fai rumore, fai “casino”, rompi quell’illusoria e falsamente confortante “normalità”: il tuo equilibrio non è lì, non temere di perderlo.

Perché solo nel momento in cui ti abbandonerai alla confusione e rinuncerai a quel finto equilibrio, ecco che scoprirai la strada per arrivare al tuo equilibrio profondo, quello prezioso di cui abbiamo parlato alcune righe fa.

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Accogliere la confusione: la mappa verso la quiete

Come si fa?

Intanto, sei nel posto giusto. Tra le pagine di questo numero faremo proprio questo: comprendere e accogliere la confusione per usarla come mappa che ci condurrà alla quiete e alla serenità.

Puoi iniziare rispondendo onestamente alle domande del Test del Cervello Quantico: quando vivi un momento di confusione pensi di essere sbagliato, di non essere “abbastanza”.

Questo succede perché stai facendo resistenza al momento presente così come si presenta: non stai ascoltando il messaggio che vuole comunicarti. Lascia che le cose accadano, solo così puoi permettere loro di portarti la verità che ti deve arrivare, sciogliere le resistenze e aprire il campo delle infinite possibilità.

Proseguendo, nella rubrica “Mondo Quantico” ti parlo di un fenomeno molto diffuso ma ancora poco conosciuto: il fenomeno dell’auto-inganno.

Ti parlo di come funziona l’attenzione selettiva, in modo che tu possa riconoscerla nella tua esperienza personale e smettere di, appunto, auto-ingannarti.

Per la nostra prima intervista questo mese ti riporto la chiacchierata con uno sportivo che negli anni Duemila è stato una delle stelle della ginnastica artistica italiana e mondiale, alle Olimpiadi di Atene del 2004 ha vinto l’oro, seguito da altri due ori nella coppa del mondo.

Lui è Igor Cassina e ci ha raccontato come ognuno debba trovare e credere nel suo sogno che diventa visione di vita. Non importa quale sia, importa quanto illumina la tua vita.

Per la seconda intervista invece sono andato a cercare un ricercatore di zoologia, il professor Tyrone Lucon-Xiccato dell’Università di Ferrara, che mi ha trasmesso la meraviglia che si prova nel capire che l’intelligenza non è esclusivo dono dell’uomo, ma è una scala graduale e che l’evoluzione non ha fatto altro che aggiustare in noi umani meccanismi già sviluppati in altre specie prima di noi.

È un tema che mi affascina da sempre, e cioè come i fattori esterni, in una parola l’ambiente, possono influire sullo sviluppo della nostra intelligenza e anche sui nostri geni.

La nostra bravissima psicologa del lavoro e psicoterapeuta Federica Ugolini, nel suo articolo proprio nella sezione “Lavoro”, questo mese ci spiega come la confusione sia una fase creativa importante, necessaria in molti casi a fare chiarezza. Non sempre infatti la confusione e l’incertezza sono da tenere lontane, anzi…

L’affermazione della Carta Trasformativa Alchìmia di questo numero è la seguente:

“Quando hai una meta, anche il deserto diventa strada e tutto è possibile”.

È importante che fai tuo il messaggio dell’Alchìmia perché definire chiaramente quello che vuoi ti permette di concentrare la tua attenzione sul risultato, non più sul problema. Ti consiglio di leggerla con interesse e, se hai anche tu a casa le Alchìmie, cercala nel tuo mazzo e posizionala in un punto in cui, in questo mese, puoi vederla spesso.

Per concludere, voglio dirti: fidati di te.

Fidati del fatto che stai leggendo questo editoriale, che proseguirai nella lettura di questo numero.

Fidati del fatto che utilizzerai ogni strumento del Cervello Quantico a tua disposizione e che ti sarà di grande aiuto.

In questo momento hai lo spazio, la lucidità e la disidentificazione necessarie per calarti nelle memorie cellulari piano piano e andare a riprogrammarle con gentilezza, con amore, con fermezza e disciplina.

Non aspettare di stare “male” per affrontare i tuoi traumi e riscrivere le tue programmazioni, inizia a farlo quando stai “bene” e continua a farlo giorno dopo giorno.

Questo significa raggiungere l’equilibrio interiore.

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