In questo articolo, che è un vero e proprio viaggio spirituale, scoprirai che avere successo non significa evitare le cadute, ma fluire attraverso ogni esperienza con consapevolezza e accettazione.
Te lo spiego meglio.
C’era una volta un esploratore diverso da tutti gli altri.
Il suo nome era Alek, ma a differenza dei grandi viaggiatori della storia, non cercava nuove terre né tesori nascosti.
Il suo viaggio era rivolto verso l’interno, verso un luogo spesso ignorato: il terzo chakra, sede della volontà e del potere personale.

Diventare esploratori di se stessi per raggiungere gli obiettivi
Alek viveva bloccato in un ciclo estenuante: iniziava nuovi progetti con entusiasmo, ma non riusciva a reagire alle difficoltà che incontrava, e così si fermava ogni volta.
Ogni fallimento diventava una conferma del suo timore più grande: forse non sono abbastanza.
Nonostante tutto, dentro di lui c’era una voce sottile, una forza silenziosa che lo spingeva a continuare.
Un giorno, mentre rifletteva sul modo migliore per raggiungere gli obiettivi che aveva in mente, si imbatté in un simbolo: un sole dorato circondato da dieci petali.
“Questo è il tuo vero centro” sussurrò una voce interiore, “aprilo e il tuo potere scorrerà come un fiume in piena. Non sarai più spaventato dal timore del fallimento; avere successo ti verrà naturale come respirare. Sarai inarrestabile.”
Alek, dapprima incredulo, comprese poi che quella voce non era estranea. Era la sua guida interiore, una parte profonda e saggia di se stesso, il “sé” che aveva già realizzato i suoi sogni.
Lo avrebbe accompagnato in un viaggio interiore, per trasformare le sue paure in forza e la sua esitazione… in azione pura.
Seduto nella penombra della sua stanza, Alek chiuse gli occhi e si concentrò su quel simbolo. Visualizzò un sole pulsante al centro del suo corpo, vicino al diaframma.
Il sole sembrava opaco, coperto da una fitta nebbia. La voce della guida interiore si fece più chiara: “Il terzo chakra” spiegò, “è il centro della tua volontà e del tuo potere personale.”
“Quando è squilibrato vivi nella paura del fallimento e nell’indecisione, ed è impossibile avere successo in questo stato. Ma quando lo armonizzi, la tua volontà diventa pura e inarrestabile.”
“Avere successo, Alek, non è assenza di fallimento. È il risultato di aver fluito attraverso ogni evento al meglio delle tue capacità”.
“Fluito?” chiese Alek, confuso.
“Sì. Quando fluisci, non ti sforzi troppo né ti arrendi. Sei presente, pienamente immerso in ciò che fai. In questo stato puoi raggiungere gli obiettivi che ti poni con la stessa facilità con cui respiri”.
Guidato dalla voce, Alek entrò in uno stato meditativo. A poco a poco immaginò il suo corpo dissolversi, fino a ritrovarsi in una vasta distesa dorata. Davanti a lui si ergeva un portale di energia, instabile e turbolento.
La guida gli parlò di nuovo: “Questo portale rappresenta la tua paura del fallimento. Il terrore di sbagliare ti paralizza e non ti permette di reagire alle difficoltà. Per attraversarlo, devi accettare il fallimento come parte del tuo viaggio”.
“Ma come faccio a smettere di avere paura?” chiese Alek.
“Ricordati che io sono qui. Rivolgiti a me ogni volta che ti senti perso.” disse, “Io sono la parte di te che non teme nulla, perché ho già attraversato tutto ciò che temi. Io sono la prova che ce l’hai fatta. Ascoltami e fidati di me”.
Alek respirò profondamente, sentendo un’ondata di fiducia.
Si avvicinò al portale, ma appena lo sfiorò, venne investito da una marea di ricordi: ogni errore, ogni umiliazione, ogni fallimento.
Il suo corpo tremava, ma la guida lo rassicurò: “Non combattere queste immagini. Osservale. Sono i maestri nascosti che ti mostrano come rompere le illusioni della tua vita. Ogni caduta ti ha insegnato una lezione, anche se non te ne sei accorto. Avere successo significa anche questo”.
Seguendo il consiglio, Alek iniziò a respirare lentamente, lasciando che le immagini lo attraversassero. Poco alla volta, il portale si stabilizzò e si aprì. Allora fece un passo avanti.
Attraversato il portale, Alek si ritrovò in una valle desolata. Il terreno era disseminato di statue spezzate e rocce frantumate.
Ogni statua ritraeva un momento in cui Alek aveva fallito nel raggiungere gli obiettivi che desiderava.
Avanzando, però, notò che ogni frammento emanava una luce dorata.
Come si impara a reagire alle difficoltà?
“Che luogo è questo?” chiese ad alta voce.
“La valle del fallimento.” rispose il mentore, “Qui risiedono tutte le tue cadute, ma anche i semi del tuo successo. Guardati intorno se vuoi imparare a reagire alle difficoltà: ogni frammento contiene una lezione”.
Alek si chinò a raccogliere un pezzo di statua. Dentro, vide un’immagine del passato: il fallimento di un progetto importante.
Ricordò la frustrazione e la delusione, ma poi notò un dettaglio che non aveva mai considerato: quella sconfitta lo aveva spinto a sviluppare nuove competenze, che oggi utilizzava senza nemmeno pensarci.
“Il fallimento è il tuo alleato, Alek.” disse la guida, “Ti spinge a crescere. Ogni volta che cadi, impari qualcosa di nuovo. Non è il fallimento che ti ferma, ma la tua paura di affrontare l’ignoto”.
Camminando nella valle, Alek raccolse altri frammenti riflettendo su ogni lezione:
- Il fallimento insegna l’umiltà. Ti ricorda che sei un apprendista della vita.
- Il fallimento rafforza la resilienza. Ogni caduta è una prova che puoi rialzarti.
- Il fallimento è una bussola. Ti mostra ciò che non funziona, guidandoti verso ciò che funziona.
Ad ogni nuovo passo, sentiva il plesso solare illuminarsi, iniziava a capire cosa volesse davvero dire avere successo.
Oltre la valle, Alek si trovò davanti a una montagna imponente. La guida gli spiegò che in cima avrebbe trovato il flusso puro, il suo stato naturale di successo. La salita era ripida, e il vento sembrava volerlo ricacciare indietro.
Ad ogni passo, Alek si rivolse al suo mentore interiore per ottenere supporto.
Quando il terreno diventava troppo scivoloso, la guida gli suggeriva di concentrarsi su piccoli obiettivi: un albero, una roccia, un punto più avanti.
“Avere successo non significa arrivare in cima tutto in una volta.” spiegò il mentore, “Significa fare ogni passo con presenza e intenzione”.
La salita gli insegnò un’altra lezione fondamentale: avere successo è il risultato di un impegno continuo, ma senza lo sforzo eccessivo che ti toglie energia. Non serve scalare la montagna in un solo giorno; serve non fermarsi mai.
Concentrandosi solo sul singolo passo in avanti, uno dopo l’altro, e con queste nuove conoscenze e sicurezze arrivò gradualmente all’agognato traguardo.
Mentre si godeva il sollievo della cima raggiunta, il panorama intorno a lui iniziò a mutare.
Il cielo si offuscò, la luce dorata svanì, e il terreno sotto i suoi piedi si frammentò. Si ritrovò a fluttuare nel vuoto, circondato dalla nebbia. Il cuore gli batteva forte.
“Mentore! Dove sei?” gridò, senza ricevere alcuna risposta.
Alek era solo. Il suo respiro accelerò, e nella mente si fecero strada domande piene di timori. Cosa succede se fallisco ancora? E se il mio viaggio fosse inutile?
In quel momento, una nuova voce si fece strada nella nebbia: non era il mentore, ma una versione più giovane e insicura di se stesso: “Non riesci mai a farcela. Ogni volta che stai per raggiungere gli obiettivi che ti fissi, finisci per crollare” diceva la voce.
Alek si accorse che stava ascoltando i suoi stessi pensieri sabotanti. Respirò profondamente, come aveva imparato. Chiuse gli occhi e visualizzò il sole nel plesso solare. Lentamente, sentì una forza familiare ritornare.
“Allontana il rumore, Alek.” risuonò la voce del mentore, eterea e calma, “Incertezza e dubbio non possono fermarti se ti concentri su ciò che puoi fare in questo momento. Qual è il tuo prossimo passo?”

Dividere i propri obiettivi in piccoli passi
Alek si fermò. Non poteva vedere la meta, ma poteva avanzare un piccolo passo.
Fece il primo passo con esitazione, poi il secondo, e scoprì che il terreno invisibile si manifestava sotto i suoi piedi man mano che avanzava.
“Avere successo non è sapere sempre cosa fare” mormorò il mentore, “ma trovare il coraggio di agire anche nell’incertezza. Ogni passo rivela la strada.”
Alek riemerse dalla nebbia in una radura luminosa, ma non era solo. Di fronte a lui stava una figura che gli somigliava: lo sguardo deciso, le spalle dritte, ma un’ombra di arroganza nei movimenti.
Era una proiezione di se stesso, un’immagine del “successo perfetto” che aveva sempre desiderato raggiungere.
“Chi sei tu?” chiese Alek.
“Il tuo ideale” rispose la figura, “io sono quello che vuoi diventare. Ma sai una cosa? Non sarai mai come me”.
Quelle parole colpirono Alek come un pugno. Per anni aveva confrontato i suoi risultati con un’immagine ideale di successo: perfetto, impeccabile, sempre vincente.
Ogni volta che falliva, questa immagine sembrava allontanarsi ancora di più.
La figura si avvicinò: “Ogni volta che cadi, dimostri che non sei abbastanza. Guarda me: sono invincibile. Tu, invece, sei pieno di crepe”.
Alek si sentì piccolo di fronte a quella proiezione. Poi, quasi istintivamente, ricordò qualcosa che il mentore gli aveva detto nella valle del fallimento: ogni crepa lascia entrare la luce.
“Non voglio essere perfetto.” rispose Alek, con una calma crescente, “Voglio essere vero. E se le crepe fanno parte del viaggio, allora le accetto”.
La figura si fermò, sorpresa. Alek si avvicinò e posò una mano sulla spalla della sua proiezione. “Avere successo non è assenza di errori. È trovare la forza di scegliere di agire con ciò che ho, crepe incluse”.
Con quelle parole, la figura svanì, lasciando Alek da solo nella radura. Il sole dentro di lui brillava più intensamente.
Ora il cammino lo portava verso una porta massiccia, incisa con simboli che rappresentavano gli eventi del suo passato in cui non era stato in grado di reagire alle difficoltà.
Alek si sentì attraversare da un brivido: quella porta conduceva al suo cuore.
La guida si fece udire un’ultima volta: “Alek, questa è la tua ultima sfida. Devi attraversare questa porta da solo. Dentro troverai tutto ciò che temi di affrontare: non solo i tuoi fallimenti, ma anche la tua idea sull’avere successo. Sarai pronto a lasciare che entrambi ti plasmino?”
Alek esitò. Non aveva mai pensato che anche i suoi successi potessero essere una sfida. Poi si avvicinò alla porta e la spinse.
All’interno, vide momenti della sua vita proiettati su pareti di luce: successi celebrati con gioia, ma anche vittorie ottenute con fatica e dubbi. Vide come il fallimento lo avesse preparato per quei trionfi, spingendolo a crescere, a migliorarsi, a perseverare.
Il mentore si fece sentire un’ultima volta: “Vedi, Alek? Raggiungere gli obiettivi è il risultato del tuo coraggio di fallire, di affrontare l’incertezza e di continuare a fluire. Ora non hai più bisogno di me, hai tutto dentro di te”.
Con quelle parole, la guida svanì, lasciando Alek solo ma in pace. Il sole nel suo plesso solare brillava forte e chiaro. Era finalmente in armonia con se stesso.
Uscito dalla porta, Alek aprì gli occhi e si ritrovò di nuovo nel mondo reale. Ma nulla era più come prima. Ora non vedeva il fallimento come un nemico, né il successo come una meta lontana. Riconosceva entrambi come parte del viaggio.
Ripensando a tutto ciò che aveva vissuto, si rese conto di un grande segreto: avere successo non era altro che l’arte di fluire attraverso gli eventi, accogliendo le cadute e celebrando le risalite.
E, caro lettore di “Heisenberg“, lasciatelo dire: quando il fallimento non ti spaventa più, avere successo diventa inevitabile.