Zero gradi di separazione

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In campo scientifico il secolo scorso è stato caratterizzato da alcune delle menti più brillanti che abbiano mai abitato il nostro pianeta. Soprattutto nel campo della fisica sono avvenute nel giro di pochi anni due rivoluzioni che hanno fatto fare alle nostre conoscenze un balzo in avanti superiore a tutto quello che era stato scoperto nei duemila anni precedenti. 

Grazie al genio di Albert Einstein abbiamo capito che lo spazio e il tempo non sono separati ma uniti in un unico campo di forza, e che se si curva lo spazio a causa di una grande forza di gravità il tempo rallenta. 

Ma dopo pochi anni, un altro gruppo di fisici eccezionali si è concentrato sulla materia infinitamente piccola, più piccola degli atomi, e ha scoperto che la realtà è così sorprendente che nemmeno la più fervida fantasia poteva immaginarla. 

Era nata la fisica quantistica, dal nome dei “Quanti” i pacchetti più piccoli e indivisibili di energia scoperti da Max Planck nel 1900. 

In quell’epoca, assieme a lui vi era anche l’uomo che ho scelto per dare il nome a questa mia nuova avventura che stai tenendo in questo momento fra le tue mani: Werner Karl Heisenberg, il padre di quel “principio di indeterminazione” che cambiò per sempre il modo di guardare la realtà da parte di noi tutti e che diede ufficialmente il via a quella che fu chiamata meccanica quantistica.

Erano anni difficili. Fra la prima e la seconda guerra mondiale c’era poco da stare allegri.

La minaccia della Germania nazista era sempre più incombente e tutti gli sforzi economici per la ricerca scientifica erano impiegati nel trovare nuove armi di distruzione di massa, sempre più potenti e devastanti.

Alcuni di questi grandi scienziati, come Einstein, decisero di lasciare l’Europa e di rifugiarsi in America. Altri restarono e per amore della fisica continuarono a studiare la realtà cercando di restare il più possibile fuori dalle logiche deliranti di quel periodo storico così complicato.

Ed è così che in questo scenario decisamente ostile, la vecchia guardia della fisica rappresentata da Einstein, e i paladini della meccanica quantistica, iniziarono a darsi battaglia a suon di esperimenti e di teorie, di grandi menti e di incredibili deduzioni.

Ed è solo grazie a loro che oggi possiamo utilizzare alcuni dei più moderni mezzi tecnologici senza i quali la nostra esistenza sarebbe molto meno semplice.

Ad esempio il laser, il microscopio elettronico, la risonanza magnetica nucleare, e via dicendo.

Senza la fisica quantistica non riusciremmo a capire la chimica moderna, l’elettronica o la scienza dei materiali. Non avremmo inventato il chip al silicio e quindi i computer attuali.

Non ci sarebbero i televisori, i calcolatori, i microonde, i lettori cd e dvd, i telefoni cellulari e tante altre cose che diamo per scontate nella vita di tutti i giorni.

La fisica quantistica, per dirla in parole povere, spiega in maniera efficace il comportamento di tutti i mattoncini che sono alla base della materia, e di come “interagiscano” fra di loro per formare il mondo intorno a noi. 

Uno dei principi più importanti della meccanica quantistica si deve proprio alla mente geniale di Heisenberg. Che con la scoperta del “principio di indeterminazione” vinse addirittura il Premio Nobel per la fisica nel 1932.

Heisenberg infatti, da un punto di vista concettuale aveva scoperto che l’osservatore, cioè lo scienziato che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore, ma che il suo intervento, nel misurare le cose, produce degli effetti non calcolabili, e dunque un’indeterminazione che non si può eliminare. 

Questo perché tutte le particelle vivono in uno stato di perenne probabilità, non si può determinare la loro posizione in maniera precisa come si faceva con la vecchia fisica.

Questo che significa per noi? Che siamo letteralmente immersi in un mare di infinite possibilità e che siamo in grado di modificare la realtà che ci circonda, proprio come uno scienziato influenza un esperimento anche solo semplicemente osservandolo.

Capisci bene che questo significa che ognuno di noi ha la possibilità di influenzare ogni singolo evento della propria vita. 

Ogni singolo evento.

Anche solo osservandolo o creando un campo di energia che, a seconda che sia positiva o negativa, influenzerà anche la materia che ne sarà coinvolta.

Ho dedicato più di metà della mia vita a farmi affascinare da tutto questo.

Fin da bambino la mia domanda guida è stata “come funzioniamo?” e ancora di più “come funziona questo meraviglioso universo di cui facciamo energeticamente tutti parte?”

Sin dalle più antiche civiltà, le grandi filosofie avevano capito che in qualche modo la mente, la realtà e l’essenza del cosmo sono connessi. E adesso, dopo la rivoluzione quantistica del Novecento le varie scienze ci dicono che è proprio così. 

Non esiste alcuna divisione fra la materia e l’energia, solo differenti livelli di densità.

Normalmente chi studia si ostina a dividere: c’è chi studia la mente e pensa che tutto inizi e finisca lì. Chi si occupa di emozioni e spesso invece reputa la mente un ostacolo da silenziare. Per non parlare di chi invece studia il corpo, e non vede altro che un insieme di ossa, muscoli e tessuto connettivo.

E così ogni disciplina non parla con le altre, dandoci sempre una visione “a pezzi”,  frammentata.

Ed è per questo che ho deciso di iniziare questa nuova avventura, per unire i puntini e creare uno spazio che abbia zero gradi di separazione fra tutte queste diverse discipline, e per farlo mi avvarrò di una serie di straordinari collaboratori. 

Mi piace chiamarli gli amici e i collaboratori del Cervello Quantico, persone che mi accompagnano in vari modi in questo viaggio di scoperta continuo e senza fine.

“Heisenberg: la rivista ufficiale del Cervello Quantico” sarà quindi il nostro luogo d’incontro dove io sarò sempre presente accanto a te nel guidarti ogni mese a scoprire un nuovo pezzo di questo mondo e una nuova parte di te che ancora non conosci.

In questo primo numero partiremo dalle Programmazioni inconsce, e capirai profondamente perché agisci in un determinato modo, e come fare per diventare finalmente causa e non effetto della tua vita.

Ogni mese oltre al mio editoriale troverai anche una mia intervista ad un personaggio che per me è significativo e che ha usato il suo cervello quantico per superare ostacoli e realizzare i suoi desideri.

Ma ci sarà posto anche per i miei collaboratori più stretti che potrai così conoscere meglio e più da vicino. Sono le persone che spesso ti tengono aperta “quella porta” che ti consente di iniziare i percorsi con me sia dal vivo che online.

Ci saranno i Master Deva e tante testimonianze di persone come te, che hanno capito che c’è un modo diverso di vedere le cose. E credimi se ti dico che ti saranno davvero utili, perché nelle loro storie troverai un po’ di te e capirai che come ce l’hanno fatta loro ce la puoi fare anche tu.

Oltre a questo potrai scoprire tante altre rubriche veramente uniche e con un taglio che non troverai in nessun’altra rivista ad oggi esistente, scritte, come ti dicevo, dagli amici e dai collaboratori del Cervello Quantico.

Il mio desiderio è che io e loro insieme, possiamo accompagnare anche te in questo campo dove non esistono i concetti di giusto o sbagliato ma solo le infinite possibilità che ognuno di noi è in grado di creare.

Ci vediamo là.

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