Rimettersi in gioco grazie alla creatività

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Rimettersi in gioco nella vita lavorativa, sociale amorosa, è spesso complicato dopo che si vive un periodo di stallo. Ma, come diciamo sempre qui su “Heisenberg”, è difficile ma non impossibile.

Come si fa quindi a sfruttare la creatività per uscire dalla zona di comfort e rimettersi in gioco nella vita?

Come far emergere il potenziale creativo?

Tutti abbiamo un potenziale creativo dentro di noi, il problema spesso è: come farlo emergere?

Prima di scrivere quest’articolo ho voluto cercare la parola “creatività” su Google e ho trovato questa definizione:

“Creatività è un termine che indica genericamente l’arte e la capacità cognitiva della mente di creare e inventare”

Ciò significa che tutte le menti ce l’hanno, e che tutti possiamo svilupparla e allenarla.

Spesso infatti lo sottovalutiamo ma è un aspetto davvero importante nella vita di tutti i giorni.

Qualche tempo fa mi è capitato di ascoltare un’intervista a Steve Jobs che diceva:

Creatività significa semplicemente collegare le cose. Quando chiedi a persone creative come hanno fatto qualcosa si sentono quasi in colpa, perché non l’hanno fatto realmente: hanno solo visto qualcosa e, dopo un po’ tutto gli è sembrato chiaro. Questo perché sono state capaci di collegare le esperienze vissute e sintetizzarle in cose nuove”

Così sembra molto più semplice, non trovi?

Questo però è solo l’esempio di una persona famosa che ce l’ha fatta, ma quello che vorrei trasmetterti è che tu hai già la creatività dentro di te, non è niente di magico, è un qualcosa che devi trovare, riconoscere e allenare.

Non è irraggiungibile.

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La gabbia mentale di Ester

Ti voglio raccontare a questo proposito la storia di Ester, che ho conosciuto qualche anno fa durante un’aula Deva.

Ester arriva dall’Ecuador, si stabilisce a Roma con un visto turistico ma con l’obiettivo di rimanere in Italia.

Il nostro è il paese della moda e dell’arte e lei sin da piccola disegna molto bene e sogna di diventare una stilista e creare un suo brand.

Ha bisogno di mantenersi per iniziare quindi accetta qualsiasi tipo di lavoro.

Contemporaneamente inizia anche a fare dei corsi per migliorare nella sua professione, è molto determinata e accetta tutti i lavori che trova pur di non stare ferma: fa le pulizie, si prende cura delle persone anziane, lavora in una lavanderia, ma ovviamente per lei sono tutti lavori occasionali e a breve termine.

Cerca poi un lavoro più stabile e lo trova: fa la babysitter e viene messa in regola.

Nel frattempo conosce un ragazzo, si innamora, si sposano e fanno un figlio. L’arrivo inaspettato del bambino rallenta il suo percorso.

La depressione post parto fa il resto.

Ester smette di frequentare i corsi e, ancora peggio, smette di disegnare.

È come se la sua parte creativa si fosse spenta.

È piena di buone intenzioni ma le nasconde dietro alle solite scuse: “Devo aspettare che il bambino cresca, adesso sono demotivata e stressata, non ho più la creatività di prima” e così via.

Ascoltando il suo racconto emerge quanto sia grande la gabbia mentale che si è costruita intorno. Le sembra tutto difficile, irraggiungibile, è completamente bloccata. 

Uscire dalla zona di comfort e rimettersi in gioco

Un giorno però, durante una delle nostre telefonate, mi racconta, con un amore che arriva forte, che le piace dipingere i fiori, le orchidee in particolare: il suo paese ne è ricco.

Mi dice emozionandosi che quando le disegna ne sente il profumo.

Inizia a provare una gran confusione perché da un lato c’è la sua nuova famiglia che la riempie d’amore e a cui è immensamente grata, dall’altro c’è lei con i suoi desideri, il suo sogno.

Capisce che vuole smettere di restare ferma lì dove si sente bloccata, ma non ha molto chiaro dove andare.

Una cosa però è certa: vuole uscire dalla zona di comfort in cui si era bloccata, non è per restare ferma che ha lasciato il suo paese!

Dentro di lei c’è una forza che preme per uscire, è arrivato il momento di fare un cambiamento, di far riemergere la sua creatività.

Decide di rimettersi in gioco iniziando il suo percorso con Italo.

Riprende anche a frequentare i corsi che aveva sospeso, uno da modellista e uno di sartoria maschile. Il marito, innamoratissimo di lei, la stimola e la incoraggia.

La ritrovo a uno dei nostri Live, mi racconta di aver trovato lavoro presso un atelier che ha poi cambiato per andare a lavorare in una sartoria da uomo. Dopo qualche tempo è stata richiamata dall’atelier che le ha proposto un contratto migliore.

Mentre parla si emoziona, le trema la voce: sta preparando la sua prima sfilata.

Si tratta di una cosa piccola, per adesso, ma lei è tanto felice!

Mi fa vedere alcune foto dei suoi modelli per la sfilata e vedo che i fiori sono sempre presenti, specialmente le sue amate orchidee.

È grata al lavoro che ha fatto su di sé, ha imparato a togliere le azioni inutili che le facevano disperdere energie. 

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Inventa la tua strada

Creatività non è solo matite colorate, pennelli, fogli, creatività è anche trovare soluzioni quando sembrano non essercene; non lasciarsi mai abbattere, scoprire sempre una strada alternativa oppure inventarla.

Creatività è vedere un passaggio anche dove sembrano esserci solo muri.

La creatività è una risorsa, coltivala! 

Ti consiglio questo esercizio: ogni volta che ti capita qualcosa di inaspettato o ti trovi davanti a una sfida, siediti e scrivi 3 modi creativi per affrontare quella cosa, 3 modi ai quali non avresti mai pensato.

Allena la tua mente all’elasticità e alla creatività, e poi ti verrà automatico.

Lasciati ispirare dalla tua crescita e dal tuo cambiamento. 

Edward De Bono ha scritto una frase molto  potente:

“La creatività è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremo sempre gli stessi schemi”

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