A spasso col Maestro

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I turisti maleducati

«Non capiscono niente! Non hanno rispetto! Non li sopporto! Come fanno a non vedere gli errori che commettono?»

In una mattina di sole invernale, su un sentiero di montagna, un discepolo si stava sfogando col suo Maestro, criticando il comportamento di alcuni turisti maleducati che erano passati in quel punto lasciando sporcizia e rifiuti ovunque.

Il Maestro sorrise, poi rispose: «Ti sento giudicare spesso, con la parola espressa e anche con quella inespressa. Il giudizio mentale e il giudizio verbale sono entrambi deleteri».

«Mi dispiace e me ne accorgo, ma non riesco a farne a meno…» rispose il discepolo.

Il Maestro rincarò: «Pensa a quanto è importante e potente la parola: è il mezzo con cui crei, è il dono che ci è stato dato dall’alto. Attraverso di essa puoi manifestare cose belle o cose brutte, è tutto in tuo potere. Ma tu il tuo potere lo sprechi, anzi lo rivolgi in modo distruttivo verso te stesso. La parola non è soltanto un suono, o dei segni su un foglio di carta, è una frequenza, una forza che ti dà il potere di esprimere, comunicare, pensare e manifestare gli eventi della tua vita. Ma può essere utilizzata in due direzioni opposte, come una lama a doppio taglio: puoi creare una realtà meravigliosa per te stesso, o puoi creare una realtà terribile».

«Non riesco a capire… vuoi dire che solo parlando, ho tutto questo potere?»

«Parlando con coscienza e pensando consapevolmente, sì. Tu stesso puoi renderti libero o puoi renderti schiavo a seconda dell’uso che ne fai. E in questo momento ne stai facendo un uso poco utile, perché stringe le catene che tu stesso ti sei legato addosso».

«Maestro, ma quali catene? Io sto soltanto dicendo quello che vedo, sto spiegando la realtà intorno a me!»

«Vedi questo perché il giudizio è dentro di te. Se non avessi il peso del giudizio verso te stesso e verso gli altri, non ti darebbe alcun fastidio ciò che vedi all’esterno. Vedi quello che sei. Può diventare una sensazione pesante, negativa, logorante».

«Vero… mi fa sentire male in effetti. Quando critico in quel momento mi sento meglio, come se avessi scaricato della frustrazione, ma poi il senso di vuoto mi indebolisce».

«Quel tuo sfogo è energia vitale che si allontana da te. Chi possiede dentro di sé il veleno del giudizio, quando parla è costretto a giudicare. Indipendentemente dalle parole che utilizza, la sua energia trasmetterà quella vibrazione bassa e pesante. È un’emozione negativa che inquina i tuoi pensieri, la tua mente e avvelena il tuo corpo fisico, persino il tuo sangue».

«Non immaginavo che potesse avere una tale importanza…»

«Le persone avvelenate dal giudizio interiore si sentono a volte bloccate. Si mettono sulla difensiva rispetto alle persone che hanno intorno, osservano e analizzano di continuo i comportamenti e le parole degli altri al fine di capire se li stanno giudicando o meno. Riesci a immaginare quale spreco di energia e risorse? Quante cose meravigliose si potrebbero creare con quella energia male impiegata… Invece vivono costantemente nella paura di essere giudicate per ciò che sono, perché per prime loro stesse si giudicano».

Lo schiaffo risvegliante

Ogni volta che il Maestro parlava, era una vera e propria sberla per il discepolo, in senso metaforico il suo insegnamento arrivava come uno “schiaffo risvegliante”!

«Quello che sta succedendo a te è proprio questo» continuò il Maestro, «quando fai notare un errore a qualcuno che è pervaso dal giudizio, la prenderà come un’offesa personale, perché non riesce a distinguere ciò che fa da ciò che è. E invece l’essere è molto più importante del fare».

«Capisco Maestro ma… io giudico perché guardo il mondo attraverso una mente che è duale, non posso fare a meno di dividere le cose tra giusto e sbagliato, bello e brutto… è nella mia natura, nella natura dell’essere umano!»

«Tu giudichi perché nel vedere sbagliati gli altri mascheri il tuo sentirti inadeguato ai tuoi stessi occhi. Lo fai perché il giudizio è il frutto della tua immaturità come anima. Cerca di elevarti e porta questo sentimento a un livello superiore!»

«Sì ma come fare? Non posso smettere di pensare o interrompere il flusso di questo tipo di pensieri che mi affollano la mente».

«No, non puoi interrompere i pensieri facilmente. Ma puoi osservarli in modo neutro, cercando di staccartene, di disidentificarti dalla tua mente, che è solo un organo a tua disposizione. La tua mente non sei tu. Prova a portare la luce della tua consapevolezza sopra le parole di critica e di giudizio che costantemente arrivano alla tua mente e vogliono uscire da te attraverso pensieri e parole. Prova a illuminare con la tua coscienza tutto questo, sia mentre parli sia mentre pensi. Ti permetterà di accogliere uno dei doni più grandi: la capacità di vedere con il cuore anziché con il cervello. Diventerai capace di riconoscere il bene dal male anziché giudicare, senza crogiolarti nel veleno della negatività fisica e psicologica».

«Ma… io non riesco a reprimermi!»

«Non devi! Non ho detto di reprimerti, di cancellare o eliminare delle cose che fanno parte di te. Ho detto di osservare i pensieri di critica e giudizio e illuminarli con la tua coscienza dimodoché gradualmente, la tua illusoria identificazione col corpo fisico, col tuo cervello e con la tua mente, diventi un’identificazione con la tua vera essenza, che non ha giudizio. Il lasciar andare il giudizio diventerà una naturale conseguenza. Il giudizio è proprio come un veleno, crea reazioni a livello biologico, cambia la tua postura, diminuisce la tua forza vitale e la tua capacità di resistere a eventi nefasti e malattie. È un sentimento che ha una frequenza molto bassa e può farti stare molto male. Per fortuna è vero anche l’opposto: una volta superato e trasformato, tutte queste reazioni negative si trasformano in benefiche e vengono amplificate. La tua forza vitale viene rigenerata».

Come liberarsi dal giudizio?

«Sono un pessimo discepolo, vero?»

«Al contrario. Ti stai mettendo in discussione, stai prendendo coscienza dei tuoi limiti per superarli, e questo è un buon inizio. Non considerarti pessimo, altrimenti cadrai di nuovo prigioniero del giudizio. Ricorda invece che se hai tanto giudizio hai anche una grande possibilità di trasformarlo e godere dei frutti di quella trasformazione».

«Qual è il frutto di quella trasformazione? Come faccio a liberarmi del giudizio? A trasformarlo, portarlo a un livello superiore ed evolvermi?»

«Potresti iniziare sostituendo il giudizio e la critica verso quello che ritieni sbagliato, con l’apprezzamento verso le cose che ritieni giuste. Spostare il tuo punto di attenzione dalla critica alla bellezza. Quando cominci a osservare le persone apprezzandone le buone qualità, le cose che hanno realizzato, questo apprezzamento possiede una vibrazione molto alta e diventa ammirazione. Qui accade la magia: mentre il giudizio ti allontana dal raggiungere i tuoi desideri perché ti avvicina alla critica e all’invidia, l’apprezzamento (portato fino all’ammirazione) può essere considerato come l’esatto opposto e ti fa avvicinare alla realtà desiderata. Ogni volta che ti accorgi che stai criticando, mentalmente o verbalmente, chiediti: come ha fatto quella persona a raggiungere quel risultato e come posso farlo anche io? Quali sono le buone qualità che ha sviluppato per ottenere quello che ha e per diventare quello che è? Ti renderai conto che il giudizio chiude il cuore mentre l’apprezzamento lo apre, ti apre alla vita e alle infinite possibilità dell’universo».

«Ho capito: quando agisco senza il giudizio, in modo neutro, o meglio aggiungendo ammirazione e osservando quanto di buono c’è nelle nelle persone e negli eventi, arriva molto di più di ciò che chiedo. Arriva ciò che l’universo ha in serbo per me, che di solito è molto di più di quello che io mi aspetto, visto che io vedo solo una parte della situazione mentre lui vede tutto di me e ciò di cui ho veramente bisogno! E infatti, per esempio, questa situazione è stata l’occasione per apprendere i tuoi preziosi insegnamenti. Ma perché me ne sto a sprecare parole? Mi metto subito all’opera per togliere questi rifiuti dal sentiero!»

«Bene» esclamò sorridente il Maestro, continuando a camminare.

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