La scala a chiocciola

A double-exposure fine art portrait of taken from the same young thinking man, isolated on white background.

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Fin da piccolo sono cresciuto con l’idea che una persona coraggiosa fosse una sorta di supereroe, una persona forte fisicamente capace di proteggere la sua famiglia, i suoi cari e di sconfiggere chiunque o qualunque cosa avesse potuto arrecargli danno. 

Mio padre per me rappresentava questa figura, un uomo coraggioso, forte che mi trasmetteva tanto coraggio.

Ma cosa significa realmente “avere coraggio”? 

L’origine etimologica della parola rimanda sempre e comunque alla parola “cuore”, che è anche il punto da cui parte il coraggio. La cosa bella e interessante però che ho scoperto nel tempo, è che il coraggio non fa solo rima con forza fisica, tutt’altro. 

Possiamo sempre parlare di forza se vogliamo, ma in realtà il vero coraggio si riferisce soprattutto alla forza interiore che abbiamo e che tiriamo fuori per confrontarci con la verità su noi stessi, su chi siamo realmente e sui nostri comportamenti. 

Coraggio quindi di osservare quello che si trova dentro di noi, che implica anche la capacità di affrontare le nostre paure più profonde, di riconoscere le nostre qualità e accettare le nostre vulnerabilità. E, allo stesso tempo, la forza che serve ad agire, a compiere un’azione, un processo di cambiamento e che spesso aiuta nel cambio di abitudini. 

Ma procediamo con ordine. 

Nelle circostanze quotidiane il coraggio potrebbe nascere più da un senso di disagio o inquietudine, sintomo di quella sensazione di conflitto tra la vita che viviamo e la vita che vorremmo vivere. 

Mi viene in mente il libro che Italo ha suggerito nel numero di Heisenberg dello scorso mese, “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” – che anche io nel mio piccolo consiglio vivamente di leggere. 

Molto spesso vogliamo cambiare, abbiamo tanta voglia di farlo, ma ne siamo terrorizzati, pensiamo di non meritarlo, di non esserne capaci o di non poterlo fare… quando invece basterebbe solo imparare a guardarci dentro. 

Il coraggio di guardarsi dentro è il più grande atto d’amore che ogni essere umano può fare verso se stesso, un lavoro in verticale, una discesa dentro se stessi attraverso una meravigliosa scala a chiocciola, riesci a vederne l’inizio e lentamente la fine. 

Man mano che ti avvicini alla fine di quella scala, inizi a vedere veramente cosa c’è dietro, inizi a scoprire il mistero che porti con te, il mondo fantastico che hai dentro, chi sei veramente. 

Da quel momento in poi inizierai a volare come un’aquila, perché il coraggio è stato liberato e l’unica cosa che naturalmente puoi fare è seguirlo e affidarti a lui. 

Un cuore a proprio agio è un cuore in azione, e non ha niente a che vedere con la forza fisica o, peggio ancora, con lo sforzo, ma è piuttosto un’azione naturale verso una direzione da cui si viene attratti ma che allo stesso tempo porta con sé tanti dubbi, paure e preoccupazioni. 

È una forza d’animo che se innescata, può avere significativi benefici positivi per la tua salute e il tuo benessere. Può incrementare le opportunità di successo e la tua capacità di uscire dalla crisi.

Questo Roberto l’ha capito a proprie spese, riuscendo lentamente a scavare dentro se stesso e a vedere la fine di quella scala a chiocciola. 

La prima volta che abbiamo parlato, Roberto ed io, mi ha confessato che non sapeva davvero dove stava andando, non sapeva che strada dovesse prendere la sua vita e non aveva idea di come fare e cosa fare per raggiungere la felicità

Nella sua mente infatti, questa era più qualcosa di materiale, di tangibile, di fisico che lui doveva solo rincorrere e ottenere, in un modo o nell’altro. 

Ecco che allora per lui qualunque cosa si trasformava in una sfida per ottenere un risultato tangibile: migliorare nel lavoro per salire di livello e comprarsi una macchina nuova, avere una casa più bella per mostrare ai suoi amici quanto avesse sudato per guadagnarsela, e così in ogni ambito della sua vita. 

Questa corsa infinita però, non faceva che portargli fatica e sudore, ma la felicità come la immaginava lui, era ancora ben lontana. 

Già dopo il primo confronto che abbiamo avuto ha capito che aveva bisogno di concentrare le sue attenzioni da un’altra parte e doveva iniziare a guardarsi dentro. 

Ha iniziato a sentire un profondo bisogno di conoscersi meglio per poter soddisfare davvero i suoi desideri, aveva bisogno di tirar fuori il coraggio che se ne stava in fondo alla scala, ben rannicchiato e dormiente. 

Dopo poco tempo sono venute meno le paure, è venuta meno l’ansia che non lo lasciava respirare, ha iniziato ad allentare la corda e a sentire la sensazione di libertà e pace, ha trovato il coraggio di accogliere e lasciar andare, ma soprattutto ha capito quale strada percorrere. 

Ora ogni giorno per lui è una scoperta, non più una corsa senza fiato.

Ci vuole coraggio per entrare dentro se stessi, ma come diceva Tucidide, celebre storico e letterato dell’antica Grecia: 

“Il segreto per la felicità è la libertà… Il segreto per la libertà è il coraggio”.

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