Essere gentili o “dire la verità”?

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Essere gentili è importante e si parla così tanto di gentilezza, quasi come se fosse la soluzione a tutti i mali.

Certo è comprensibile, sempre più spesso facciamo esperienza di maleducazione, soprattutto con gli estranei.

A chi non è capitato di essere trattato con poca cortesia da qualcuno che magari nemmeno conosciamo o che ci troviamo di fronte in un negozio, in un bar o anche solo per strada?

Credo sia successo più o meno a tutti. E allora ecco che la strada più semplice per “far funzionare meglio le cose nel mondo” è quella di convincersi che se tutti fossero più gentili le cose andrebbero meglio in generale.

Il che è anche condivisibile, ma solo fino a un certo punto perché, se scaviamo un pochino, possiamo scoprire aspetti della gentilezza che non sono sempre così positivi.

Tipi di gentilezza

Essere gentili è importante, ma quando la gentilezza diventa finzione? Quando diventa uno schermo dietro il quale ti sei abituato a nasconderti quando qualcuno ti cerca?

La bontà del cuore

essere gentili dal cuore - Blog Rivista Heisenberg

Diciamo quindi che esiste un tipo di gentilezza legata alla bontà di cuore, all’amore: quella è sempre meravigliosa.

Quando ne siamo i beneficiari, sentiamo subito una sensazione di piacevole calore, come un abbraccio che ci pervade.

L’altra persona non è solo gentile o cortese, ma è anche partecipe, sembra interessarsi davvero a noi, e lo fa con naturalezza, abbassando ogni steccato, avvicinandosi al nostro essere con sollecitudine e affetto.

Tutto ciò può avvenire anche solo tramite una parola, un sorriso, un incoraggiamento.

Non serve molto per trasmettere questo tipo di amore gentile, bisogna solo vibrare a quella frequenza, per poterla trasmettere all’altro, ecco perché essere gentili è importante.

Ma quel tipo di vibrazione non si trova così frequentemente e purtroppo troppo spesso insieme alla gentilezza ci arrivano ben altre sensazioni.

Lo scudo della gentilezza

scudo della gentilezza - Blog Rivista Heisenberg

Un numero sempre più grande di persone ha scelto di utilizzare la gentilezza come uno schermo che li separa dagli altri: sono gentili certo, ma freddi. Sono cortesi, ma non partecipi. Sono reattivi, ma non interessati.

Chissà quante volte vi è capitato di incontrare persone così, spesso sono colleghi di lavoro, o abitano nel vostro stesso palazzo o vi capita di incontrarli perché sono i mariti o le mogli di qualcuno che conoscevate fin da piccoli.

Non si può dire che siano maleducati o antipatici, questo no di certo, ma in loro compagnia non vi sentite di essere mai davvero entrati in intimità, e mai vi rivolgereste a loro se aveste davvero bisogno di aiuto.

A mio parere, questo è lo stato più lontano che esista dalla consapevolezza.

È un po’ come quelle coppie che stanno insieme da anni e ormai non discutono nemmeno più. Sono come degli zombie, hanno scelto di vivere essendo dormienti. Hanno accettato questo non-vivere piuttosto che mettersi davvero in gioco, rischiare tutto e magari affrontare anche la vita da soli, contando solo sulle proprie forze.

Le persone che usano lo scudo della gentilezza per non essere avvicinate da chi hanno di fronte sono persone profondamente sole. Non permettono a nessuno di conoscerle veramente. 

Spesso lo fanno perché credono che non saranno amate se riveleranno il loro vero essere, e allora si rifugiano in questo personaggio sempre gentile che dice di sì a tutti, ma che in realtà non dice di sì a nessuno, perché dare un falso “sé” agli altri equivale a dare un “no”.

E così facendo, per il timore di apparire come sono davvero e nel tentativo di ricevere amore per ciò che fanno e non per ciò che sono, finiscono a non ricevere nulla, e inaridiscono in questo teatrino così colmo di educazione da risultare stucchevole e arido.

Un non-luogo in cui non può germogliare nulla se non la pianta amara della falsa gentilezza.

Questo atteggiamento è fratello della diplomazia, e parente stretto dell’atteggiamento politico, quello che cerca di non scontentare mai nessuno.

I compromessi

Osho condanna l’atteggiamento politico definendolo come il più abietto, proprio perché nega la verità, imbellettandola e riempiendola di compromessi.

I compromessi sono una malattia. Nessuno è felice in un compromesso, ognuno sente di aver rinunciato a qualcosa e a lungo andare quel rancora accumulato emergerà e farà molti più danni che non se ci si fosse detti momento per momento che cosa non andava, scegliendo la verità al posto della cortesia.

Quando scegliamo di essere gentili e cortesi piuttosto che onesti e veri, non solo neghiamo a noi stessi la possibilità di farci vedere e riconoscere dall’altro per quello che siamo veramente, ma ancora più grave, neghiamo all’altro la possibilità di essere se stesso.

Imprigionato nella rete della nostra falsa cortesia infatti, a meno di non passare per pazzo di fronte a noi che neghiamo qualunque emozione negativa, sarà costretto a indietreggiare e a dichiararsi sconfitto a sua volta in quell’incontro mancato.

Se la gentilezza non è amore infatti è la negazione dell’incontro. È un giudizio espresso su di noi e sull’altro.

Quando citiamo Rumi e diciamo “Al di là di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, esiste un campo, ci incontreremo là”, dobbiamo sapere che oltre alle belle parole esiste la sostanza di ciò che Rumi esprime, e che è precisamente il lasciar cadere totalmente il giudizio e con esso la possibilità del rifiuto.

Non siamo rifiutati mai per ciò che facciamo, ma siamo amati sempre per ciò che siamo.

Allo stesso modo in cui non siamo amati mai per ciò che facciamo, non possiamo essere rifiutati per ciò che siamo.

Ciò che viene rifiutato è il nostro finto personaggio che si relaziona con il personaggio dell’altro. Solo i due personaggi sono in grado di fingere, di essere cortesi, di rifiutarsi in modo glaciale, di sentirsi entrambi più soli e più poveri dopo aver fallito l’ennesimo tentativo di incontro. 

Possiamo sentirci così per anni… anni di tentativi di incontri falliti con persone che abbiamo anche tentato di far diventare intime senza riuscirci.

E poi, nel giro di un attimo, sentire la fiamma dell’amore accendersi dentro di noi un un secondo, di fronte al gesto di un estraneo, al cuore pulsante di chi non si sta nascondendo e rischia se stesso nella verità dell’attimo presente.

Capite la differenza? Capite che sta tutta qui? Non si tratta di cosa facciamo e per quanto tempo ma di come la facciamo, dell’energia che mettiamo in ciò che facciamo. Capite perché essere gentili è importante?

E allora ecco che anche il gesto più semplice diventa un miracolo, diventa guarigione, diventa incontro e vita.

amore è essere gentili - Blog Rivista Heisenberg

Si vive di questo, di questi incontri, di questi istanti. Sono quelli che resteranno quando ci troveremo a fare un sunto della nostra esistenza, sono quelli trasformativi, quelli importanti veramente.

Tutto il resto è come essere impantanati nelle sabbie mobili, come andare al rallentatore cercando di toglierci di dosso tutte le zavorre che ci incatenano a terra e che ci rendono così difficile volare alti.

Cercate questi istanti.

Diventate dei cercatori di verità, sempre. All’interno della vostra relazione di coppia, con gli amici, i colleghi, gli sconosciuti.

Cercate quei momenti in cui tutto l’universo si esprime in un momento di verità. Lì dentro ci siete voi, ci sono gli altri, le infinite possibilità e ogni concetto di tempo.

Rischiate di essere rifiutati da chi in quel momento non ha abbastanza coraggio per aprirsi al vostro invito. Non importa, non vi importerà più esserlo, perchè avrete voi stessi.

Voi per primi vi sarete accolti e onorati e non esisterà più nessun rifiuto in grado di farvi del male o farvi sentire soli. Non sarete mai più soli, sarete con l’intero universo dentro di voi.

Essere gentili davvero

Non siate gentili a meno di non essere davvero pronti a tutto, non siate gentili per essere amati, non siate gentili per fingere di stare sempre bene, non siate gentili per rendere questo mondo finto, plastificato.

Non ce ne facciamo nulla della finzione, abbiamo bisogno di verità, di coraggio e di amore.

Abbiamo bisogno di persone che accettano il rischio e che scelgono di onorare e amare loro stesse, costi quel che costi.

Persone così non possono nuocere a nessuno, persone così sono guaritori della propria anima e di quella degli altri. 

Ne abbiamo bisogno nella relazione, ne abbiamo bisogno con i nostri figli, ne abbiamo bisogno sempre. 

Solo allora, e solo quando saremo queste persone, sapremo essere gentili davvero, o meglio, sapremo essere veri.

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